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Cosa è il DM 37/2008?

By 16 Gennaio 2020 No Comments
verifica dell’impianto elettrico

In base a quanto previsto dall’art. 7 del DM 37/2008, rubricato “Regolamento concernente l’attuazione dell’articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici”, l’installatore deve rilasciare al committente, al termine dei lavori e previa effettuazione delle verifiche previste, la dichiarazione di conformità degli impianti.

La dichiarazione di conformità deve essere redatta dalla ditta installatrice e consegnata al proprietario dell’immobile dopo aver effettuato i controlli ai fini della sicurezza a fine lavori.

Scopriamo in questa guida cos’è, l’ambito di applicazione, gli obiettivi del DM 37/08 e il contenuto della Dichiarazione di Conformità.

DM 37/2008: ambito di applicazione

Il Decreto Ministeriale 37/2008 modificato dal Decreto 19/05/2010, che regolamenta l’attività di impiantistica prevede che al termine dei lavori l’impresa installatrice rilasci al committente la dichiarazione di conformità degli impianti posti al servizio degli edifici, indipendentemente dalla destinazione d’uso.

Gli impianti sono classificati nel modo seguente:

  • impianti radiotelevisivi e impianti elettronici in genere;
  • impianti di produzione, trasformazione, trasporto, distribuzione, utilizzazione dell’energia elettrica, impianti di protezione contro le scariche atmosferiche ed impianti per l’automazione di porte, cancelli e barriere;
  • impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura o specie;
  • impianti di riscaldamento, di climatizzazione, di condizionamento e di refrigerazione di qualsiasi natura o specie;
  • impianti di sollevamento di persone o di cose per mezzo di ascensori, di montacarichi, di scale mobili e sistemi di elevazione;
  • impianti per la distribuzione e l’utilizzazione di gas di qualsiasi tipo;
  • impianti di protezione antincendio.

DM 37/2008: obiettivi e intenti riformistici

Il DM 37 del 22 gennaio 2008 fissa le modalità di rilascio e i requisitida rispettare. Questa normativa ha surrogato definitivamente il previgente standard 46/90.

Il decreto 37/2008 prevede la stesura della certificazione di corretta posa ogni qualvolta l’impianto sia interessato da un intervento di manutenzione straordinaria o da un intervento di ristrutturazione anche parziale.

DICHIARAZIONE DI COMFORMITA’ DEL DM. 37/2008: da chi deve essere redatta?

La dichiarazione di conformità del D.M. 37/2008 deve essere fatta per ogni impianto di nuova realizzazione e per ogni tipologia di edificio.

La dichiarazione di conformità deve essere redatta dalla ditta installatrice e consegnata al proprietario dell’immobile dopo aver effettuato i controlli ai fini della sicurezza al termine dei lavori.

Il proprietario di casa deve monitorare il possesso dei requisiti fissati dal DM 37/2008, richiedendo all’installatore copia della visura camerale su cui sono riportate le abilitazioni possedute.

L’installatore dell’impianto deve essere un tecnico iscritto all’albo ed essere in possesso dei requisiti previsti dalla normativa.

Devono essere utilizzati i moduli allegati al DM. 37/2008 e occorre presentare una certificazione per ogni impianto.

La sottoscrizione della dichiarazione consente di attestare sotto la propria responsabilità che il sistema impiantistico soddisfa tutti i requisiti richiesti dagli standard tecnici e dalla legislazione europea e italiana del settore.

Dichiarazione Conformità DM 37/2008: contenuto

Il documento deve contenere i dati dell’impianto (impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, impianto idrico sanitario, caldaia, impianto gas, impianto elettrico, etc.), del proprietario dell’immobile, del tecnico responsabile dell’installazione e del committente dei lavori.

Inoltre, nella Dichiarazione Conformità DM 37/2008 devono essere riportati anche i materiali impiegati, i riferimenti normativi, la disposizione dell’impianto e le procedure seguite durante la messa in opera.

La normativa vigente richiede la presenza di alcuni allegati obbligatori, come lo schema d’impianto, la relazione tipologica sui materiali impiegati, il progetto e il certificato di iscrizione dell’impresa installatrice alla Camera di Commercio.

La dichiarazione di conformità DM 37/2008 deve essere rilasciata in cinque copie:

  • una con gli allegati da consegnare all’effettivo fruitore dell’impianto;
  • una con allegati e sottoscritta dal responsabile tecnico e dal titolare dell’impresa installatrice da consegnare al committente;
  • due da depositare a cura dell’installatore presso lo Sportello unico per l’edilizia del Comune competente che provvederà ad inoltrarlo alla Camera di Commercio industria e artigianato di competenza;
  • una sottoscritta dal committente come ricevuta per l’installatore.

Dichiarazione di conformità DM 37/2008: Tempistiche

La dichiarazione di conformità, che deve essere compilata e sottoscritta dal titolare dell’impresa installatrice e dal responsabile tecnico, deve essere rilasciata al committente e depositata entro 30 giorni dalla conclusione dei lavori, presso lo sportello unico per l’edilizia del Comune ove ha sede l’impianto.

Lo sportello unico di cui all’articolo 5 del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, provvede ad inoltrare la copia della dichiarazione di conformità alla Camera di Commercio Industria Artigianato e Agricoltura nella cui circoscrizione ha sede l’impresa esecutrice dell’impianto.

Dichiarazione di conformità DM 37/2008: Sanzioni

L’installatore è obbligato a rilasciare al committente la dichiarazione di conformità per non vedersi irrogate le sanzioni previste dallo stesso DM 37/2008.

Quali sono le conseguenze per la società installatrice che non osservi l’obbligo di rilascio della dichiarazione di conformità di cui all’art. 7 del DM 37/2008?

Tuttavia, al di là del piano sanzionatorio, il rilascio della dichiarazione rappresenta un vantaggio per lo stesso installatore, che ha la possibilità di porsi al riparo da eventuali e successivi interventi di manomissione o scorretta manutenzione del sistema impiantistico.

Oltre ai profili di responsabilità contrattuale per inadempimento nei rapporti tra la società installatrice e la committente, la mancata o l’inesatta emissione della dichiarazione di conformità da parte dell’installatore è punita, ai sensi dell’art. 15 del DM 37/2008, con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 100 ad euro 1.000.

L’importo dell’ammenda è stabilito tenendo conto dell’entità e della complessità dell’impianto, oltre che del grado di pericolosità e di altre circostanze oggettive e soggettive della violazione.

Pertanto, adempiere all’obbligo di predisporre e di consegnare correttamente ed in maniera completa la dichiarazione di conformità dell’impianto, non solo esclude le sanzioni previste dalla normativa vigente, ma rappresenta per lo stesso installatore una garanzia.

Infatti, il soggetto installatore deve correre ai ripari da eventuali interventi di manomissione o di scorretta manutenzione espletati successivamente rispetto alla data di rilascio della dichiarazione.

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