Blog

Cosa è un interruttore differenziale?
(per principianti)

By 8 Luglio 2019 No Comments
L’interruttore differenziale o salvavita è un dispositivo di sicurezza che interrompe il flusso dell’energia elettrica a valle del contatore o del quadro elettrico su cui è montato

Cosa è l’interruttore differenziale?

A cosa serve? Quale è la normativa di riferimento? Qual è la struttura ed il funzionamento del salvavita?

Sono tanti i quesiti che in elettrotecnica ruotano intorno all’interruttore differenziale o salvavita. In questa guida facciamo il punto e scopriamo tutte le FAQ più ricorrenti.

Interruttore differenziale: che cos’è?

L’interruttore differenziale o salvavita è un dispositivo di sicurezza che interrompe il flusso dell’energia elettrica a valle del contatore o del quadro elettrico su cui è montato, nel caso di dispersione elettrica o guasto a terra, evento questo, che potrebbe portare alla folgorazione.

In caso di guasto verso terra ossia tra la fase e il circuito di terra, l’interruttore differenziale espleta una funzione di sicurezza: fornisce un livello di alta protezione anche verso shock elettrico sui soggetti a rischio e viene utilizzato special modo, ma non unicamente, per tutelare la tutela umana.

Basando il suo funzionamento sulla rilevazione dell’eventuale scostamento di correnti elettriche in ingresso e in uscita al sistema elettrico, l’interruttore differenziale non offre alcuna protezione contro il sovraccarico o il cortocircuito tra fase e fase o tra fase e neutro, seppure in casi particolare (corrente di corto circuito > di 6 volte la corrente nominale dell’interruttore) potrebbe comunque scattare.

Interruttore differenziale: quali sono le sue caratteristiche funzionali?

Il salvavita è chiamato differenziale perché si basa sullo scostamento rilevato tra le varie correnti elettriche in entrata e in uscita.

Le sue caratteristiche di funzionamento fanno sì che questo dispositivo di sicurezza garantisca una adeguata protezione dell’immobile, struttura, cose e delle persone che vivono al suo interno, nel caso di guasto all’impianto elettrico.

L’interruttore automatico magnetotermico limita l’energia (meglio è dire “corrente”) in caso di sovraccarico del contatore elettrico o della singola linea elettrica e interrompe il flusso di energia elettrica, nel caso in cui ci fosse un corto circuito all’interno dell’immobile.

Che cos’è il sovraccarico del contatore?

Se all’interno di una casa o insediamento in generale, si accendono troppi apparecchi (forno, lavastoviglie, lavatrice, condizionatore, ferro da stiro, scalda acqua, etc.) contemporaneamente si ha un sovraccarico del contatore elettrico.

In tal caso, e dopo un tempo variabile da qualche secondo a parecchi minuti, l’interruttore magnetotermico scatta poiché vi è un eccessivo assorbimento di corrente; in tal modo salvaguarda l’impianto elettrico (conduttori, morsetti e prese) da un eccessivo surriscaldamento, che se prolungato, può portare all’incendio.

Che cos’è il corto circuito?

Si parla di corto circuito quando la corrente elettrica percorre un percorso diverso da quello prestabilito, ossia ad esempio, quando due conduttori si surriscaldano a tal punto, che l’isolamento esterno (generalmente in PVC o gomma) fonde, fino a tal punto che i due conduttori interni, in rame, si toccano tra loro.

Oppure in caso di urto meccanico, come lo schiacciamento, oppure una sovratensione di fulminazione, che “bypassa” l’isolamento dei fili.

Scatta continuamente il contatore? Cosa occorre fare?

Se il contatore scatta continuamente, significa che la potenza del contatore non è sufficiente per fare fronte ai nostri consumi. In questo caso dobbiamo richiedere un aumento di potenza, all’ente distributore.

Per questo è fondamentale comprendere qual è la potenza dell’impianto elettrico: basta premere l’unico pulsante presente sul contatore oppure leggere sulla bolletta di fornitura energia elettrica nella sezione dedicata alla “Tipologia di contratto”.

Poiché dentro al contatore vi è un interruttore magnetotermico, o comunque un relè elettronico che svolge la medesima funzione, in caso di superamento del valore di potenza permesso dal contatore, questo scatterà e interromperà il flusso di energia elettrica.

Potenza del contatore: come aumentarla?

Per poter aumentare la potenza del contatore, è necessario contattare il Numero Verde del proprio fornitore di energia elettrica oppure è possibile fissare un appuntamento al punto vendita più vicino nella zona geografica d’interesse.

Entro 48 ore dalla presentazione dell’istanza, il gestore provvede a mettersi in contatto con il distributore locale e comunicare la volontà di aumentare la potenza del contatore.
Per quanto concerne gli oneri cambiano da fornitore a fornitore, anche se in realtà ci sono dei costi fissi addebitati e le tempistiche variano a seconda dei lavori svolti sul contatore. Per informazioni più precise, è bene contattare il proprio fornitore di energia elettrica.

Ricordiamo in tale sede che con l’entrata in vigore della riforma della tariffa elettrica, oltre all’introduzione di un maggiore numero di livelli di potenza, è stata prevista la riduzione dei costi una tantum per effettuare il cambio di potenza del contatore.

Interruttore differenziale: da cosa è costituito?

Il salvavita è costituito da due apparecchiature:

  • il relè differenziale che soppesa la quantità di corrente in entrata nel contatore elettrico, attraverso la fase e la confronta con quella in uscita sul conduttore di neutro. Il salvavita si attiva e il relè differenziale scatta nel momento in cui c’è uno squilibrio tra le due quantità di energia (in entrata/uscita), Vi sono diverse soglie di “sensibilità” del relè differenziale: quelle ad uso civile sono tipicamente da 30 mA, mentre nell’industria oltre ai 30 mA, vi sono i 300 mA, i 500 mA, 1 A ed anche parecchio oltre. Infine possono essere del tipo istantaneo o selettivo, ossia leggermente ritardato per dare modo alla protezione posta a valle di intervenire prima che scatti quella generale.
  • l’interruttore magnetotermico o “interruttore automatico” o Stotz, dal nome dell’ingegnere tedesco Hugo Stotz, è un dispositivo di sicurezza in grado di interrompere il flusso di corrente in un impianto elettrico in caso di sovracorrente, ossia sovraccarico o cortocircuito. Questo dispositivo surroga il fusibile.

Interruttore differenziale: tipologia di impiantistica e soglie di intervento

Facciamo chiarezza in merito alle soglie di intervento che un impianto elettrico deve assicurare.
Gli interruttori differenziali possono essere classificati secondo tali parametri:

  • livelli di protezione,
  • tempi di intervento,
  • tipo di corrente,
  • disposizione.

Livelli di protezione del salvavita

Gli interruttori differenziali possono essere distinti in base alla corrente differenziale nominale indicata con la lettera greca Δ (IΔn).

Per assicurare la protezione delle persone la sensibilità deve essere minore o uguale a 30 mA, mentre in altri ambiti sono ammesse protezioni con sensibilità superiori a tale limite.

Rammentiamo che anche avendo un differenziale da 30 mA, non sempre esso può garantire la protezione da contatti diretti, ossia con parti in tensione accessibili; facciamo qualche esempio:

  • le virole dei portalampade, sui quali si interviene senza prima aver tolto tensione;
  • il contatto col cavo del ferro da stiro, spelacchiato e con i conduttori di rame in vista;
  • la sostituzione di un fusibile bruciato, senza prima aver tolto la tensione dal contatore generale;
  • l’apertura di un elettrodomestico, con la presa a spina ancora inserita nella presa;
  • il voler stringere le viti dei morsetti degli interruttori o prese, senza aver tolto tensione prima;
  • i frutti delle prese o interruttori a parete, divelti dalla loro scatola di contenimento.

Nota importante: si sottolinea che il differenziale, non è un apparecchio che limita la corrente che potrebbe interessare il corpo umano, ai valori IΔn; semplicemente superato questo valore esso scatta, ma durante questo intervallo di tempo, seppure breve (da 8 a 30 millesimi di secondo se di tipo istantaneo), la corrente che attraversa la persona, potrebbe essere verosimilmente letale.

Tuttavia la sicurezza contro la folgorazione, è data proprio dal brevissimo tempo di applicazione della “scossa” al corpo umano.

Tipi di intervento interruttore differenziale

I salvavita possono essere di tipo ritardato, con ritardo fisso o impostabile, e di tipo istantaneo (con un tempo di intervento inferiore a quanto richiesto dagli standard di prodotto).

Nei circuiti TT, tipici delle alimentazioni ad uso civile, la normativa europea CEI 64-8 richiede che la protezione contro i contatti indiretti sia effettuata mediante l’utilizzo di differenziali.

Per i circuiti terminali con In inferiore a 32 A, lo standard richiede l’intervento delle protezioni entro 0,4 s e per i circuiti di tipo TN, tipici delle installazioni industriali o che hanno la propria cabina elettrica, non è generalmente necessario l’utilizzo di interruttori differenziali, fatto salvo alcuni ambienti particolari, dove il rischio di shock elettrico è aumentato.

Interruttore differenziale: Tipo di corrente di guasto

In base a questo parametro, è possibile distinguere le seguenti classi di interruttori differenziali:
A: sensibili anche a correnti unidirezionali pulsanti,
AC: sensibili alla sola corrente alternata di forma sinusoidale,
B: sensibili anche a dispersioni in corrente continua,
F: sensibili a correnti di dispersione con frequenza variabile tra 10 Hz a 1 kHz.

Disposizione salvavita

Per quanto concerne la disposizione dell’interruttore differenziale in ambito industriale, ad esempio, si utilizzano più interruttori differenziali con diversi tempi di intervento (differenziali selettivi) e valori di delta.

Negli impianti a uso domestico, con l’entrata in vigore dell’Allegato A alla CEI 64-8 V3 (settembre 2011), è obbligatorio l’impiego di almeno 2 interruttori differenziali, al fine di garantire una migliore continuità di servizio e una maggior sicurezza.

Interruttore differenziale: cosa dice la normativa?

La legge 46/90 del 13 marzo 1990, abrogata e sostituita dal DM 37/2008, obbliga gli immobili ad uso abitativo, gli uffici pubblici e i negozi ad installare un salvavita.

Inoltre, i tecnici che realizzano gli impianti devono rilasciare una dichiarazione di conformità, in cui si attesta il rispetto dei requisiti normativi vigenti. Il documento rilasciato dall’impiantista al cliente deve essere inviato alla Camera di Commercio.

Isacchi

Author Isacchi

Il nostro successo appoggia su un forte know-how, sull’altissima qualità delle prestazioni, su un’estrema flessibilità operativa nonché sulla qualità e completezza degli elaborati che redige, presi a riferimento dalla concorrenza.

More posts by Isacchi

Leave a Reply