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I ‘controlli funzionali’ secondo la Norma CEI 11-27 IV edizione

By 29 Marzo 2020 No Comments
verifica dell’impianto elettrico

La quarta edizione della Norma CEI 11-27 dedica ampio spazio alla disciplina dei ‘controlli funzionali’.

Questi ultimi vengono trattati in modo decisamente più esauriente rispetto alle edizioni precedenti.

I controlli funzionali secondo la Norma CEI 11-27 IV edizione si riferiscono a qualsiasi operazione o processo finalizzati ad accertare i livelli di sicurezza per apparecchiature e persone, nonché i parametri di esercizio riguardo al funzionamento degli impianti elettrici.

Tale norma è entrata in vigore a febbraio 2015. Fornisce prescrizioni di sicurezza da applicare ai metodi di esercizio, lavoro e manutenzione dei suddetti impianti effettuati a qualsiasi livello di tensione.

Le attività a rischio elettrico che rientrano nella categoria di ‘controlli funzionali’ sono:

– Misure;

– Prove;

– Verifiche (o ispezioni).

Queste tre attività a rischio elettrico (ad esempio, contatto elettrico accidentale o innesco di arco elettrico) richiedono adeguate misure di prevenzione e protezione.

Le novità introdotte dalla Norma CEI 11-27 IV edizione, soprattutto quelle relative a Misure e Prove, da una parte semplificano l’operatività, dall’altra ne aumentano la responsabilità in fase di valutazione del rischio.

Controlli funzionali secondo la Norma CEI 11-27 IV edizione:

requisiti del personale

Il capitolo 5.3 della Norma CEI 11-27 IV edizione prevede che le attività possono essere svolte da PES (qualifica di Persona Esperta) o PAV (Persona Avvertita) in ambito elettrico.

Escludendo le attività sotto tensione, le operazioni possono essere effettuate anche da PEC (Persona Comune) sotto la supervisione o sorveglianza di PES o PAV secondo determinate modalità indicate nell’articolo.

La valutazione del personale PES e PAV, in termini di competenze, si basa sui seguenti criteri:

– conoscenza dell’elettricità;

– esperienza nell’ambito del settore elettrico;

– conoscenza delle tipologie d’impianto su cui si deve lavorare ed esperienza pratica di quell’ambito;

– conoscenza dei potenziali rischi che comporta l’attività e delle precauzioni da osservare;

– capacità di riconoscere, in qualsiasi momento, la sicurezza in ogni processo lavorativo.

Le operazioni riferite a queste attività si possono configurare come lavori sotto tensione, quando cioè l’operatore va a contatto con parti attive in modo intenzionale.

La figura di PES viene così definita nell’articolo 3.2.5 della norma CEI 11-27: “persona con istruzione, conoscenza ed esperienza rilevanti tali da consentirle di analizzare i rischi e di evitare i pericoli che l’elettricità può creare”. Questa figura sa valutare e gestire autonomamente il rischio elettrico sul luogo di lavoro istruendo eventuali collaboratori (PAV) con minore esperienza.

La suddetta norma definisce la figura di PAV nell’art. 3.2.6: “persona adeguatamente avvisata da persone esperte per metterla in grado di evitare i pericoli che l’elettricità può creare”.

Tutti gli strumenti e gli accessori utilizzati devono essere conformi in particolare alle norme CEI EN 61557.

Misure (art. 5.3.1)

Nella norma CEI 11-27 si definiscono Misure tutte quelle operazioni finalizzate a misurare i dati fisici all’interno degli impianti elettrici.

In presenza di rischio elettrico, le Misure devono essere effettuate soltanto da figure PES o PAV. Escludendo le misure nei lavori sotto tensione, possono essere eseguite da figure PEC solo se sorvegliate da PES o PAV o sotto la supervisione di PES.

Prove (art. 5.3.2)

Per Prove s’intendono tutte le operazioni finalizzate al controllo del funzionamento o dello stato (elettrico, meccanico o termico) di un impianto elettrico. E’ incluso il controllo del funzionamento dei dispositivi di sicurezza e degli organi meccanici di manovra.

Tali operazioni comprendono le attività volte a verificare, ad esempio, l’efficacia dei circuiti di protezione e di sicurezza.

Le Prove possono essere effettuate su sistemi sotto tensione, fuori tensione oppure su sistemi alimentati con specifica sorgente di prova

Le Prove sono di competenza di figure PES o PAV (con idoneità ai lavori sotto tensione in BT).

Possono essere eseguiti lavori fuori tensione o in prossimità di parti in tensione anche da PEC solo sotto la sorveglianza di PES o PAV o la supervisione di PES.

Verifiche (o ispezioni) degli impianti (Art. 5.3.3)

La terza categoria trattata per i controlli funzionali secondo la Norma CEI 11-27 IV edizione è rappresentata dalle Verifiche o ispezioni degli impianti.

Comprendono una serie di operazioni destinate ad accertare lo stato di sicurezza degli impianti nonché i requisiti di conformità alle normative tecniche applicabili.

Questa serie di operazioni può riferirsi a verifiche iniziali o periodiche, esami a vista (più o meno approfonditi), misure e prove.

Le persone incaricate delle ispezioni devono essere PES o PAV con esperienza specifica negli impianti oggetto di verifica. Le ispezioni devono essere eseguite con riferimento agli schemi elettrici in conformità a quanto previsto dall’Art. 4.7 della stessa norma e alla legislazione applicabile (DM 37/08, D. Lgs. 81/08).

Responsabile dell’impianto e preposto ai lavori

In gran parte dei casi, si tratta di lavori fuori tensione.

Ad ogni modo, la Norma CEI 11-27 stabilisce che “nessun lavoro deve svolgersi prima che siano individuati il responsabile dell’impianto e il preposto ai lavori”.

Il responsabile dell’impianto (RI) ed il preposto ai lavori (PL) devono essere necessariamente PES: di conseguenza, il manutentore non può operare in autonomia. Può effettuare le operazioni descritte nel quesito soltanto sotto la supervisione di un PES, oppure essere formato e addestrato per essere valutato tale dal datore di lavoro secondo quanto indicato all’art. 4.2.2 della Norma CEI 11-27.

Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro (DLgs 81/08)

In Italia, l’esecuzione dei lavori elettrici sotto tensione è regolamentata dall’articolo 82 comma 1 del D.Lgs. 81/08,  noto come Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro.

Nello specifico, il testo stabilisce che “è vietato eseguire lavori sotto tensione”.

Tuttavia, tali lavori sono consentiti nei casi in cui le tensioni su cui si opera sono di sicurezza, in base a quanto previsto dallo stato della tecnica o quando i lavori sono eseguiti nel rispetto delle seguenti condizioni:

  1. a) procedure adottate e attrezzature utilizzate sono conformi ai criteri definiti nelle norme tecniche;
  2. b) per sistemi di categoria 0 e I purché́ l’esecuzione di lavori su parti in tensione sia affidata a lavoratori riconosciuti idonei dal datore di lavoro secondo quanto indicato nella normativa tecnica;
  3. c) per sistemi di II e III categoria purché̀ i lavori vengano eseguiti su parti in tensione da lavoratori abilitati dal datore di lavoro (riconosciuti come idonei) e da aziende autorizzate con specifico provvedimento dl Ministero del Lavoro.

I controlli funzionali secondo la norma CEI 11-27 si riferiscono alle lettere a) e b) per i sistemi di categoria 0. In questa norma, sono contenute le indicazioni riguardo a procedure, DPI e requisiti professionali per l’idoneità a svolgere questo tipo di attività.

La normativa tecnica riferita a lavori sotto tensione su sistemi di categoria II e III è la CEI 11-15.

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