Impianto di messa a terra

Impianto elettrico di messa a terra

In ingegneria elettrica, la messa a terra è l’insieme di azioni e sistemi volti a portare un elemento metallico al potenziale elettrico del terreno (convenzionalmente assunto pari a zero). Consiste in una serie di accorgimenti per assicurare alle masse metalliche il potenziale della terra, evitando che le stesse si trovino in tensione tra loro o tra loro e la terra.

Dal momento che i cavi in tensione assumono un determinato potenziale rispetto al terreno, è possibile che si verifichino situazioni potenzialmente pericolose. Ciò accade quando parti dell’impianto elettrico che normalmente non sono in tensione (come computer, motori o lampade), acquisiscono un potenziale elettrico rispetto al terreno a seguito di guasti.

La messa a terra protegge dunque dal rischio di folgorazione, grazie a dispersori interconnessi collocati nel terreno e a una serie di conduttori di terra e di protezione che uniscono il dispersore agli apparecchi utilizzatori.

L’impianto di messa a terra rientra tra le tipologie di impianto elettrico da sottoporre a verifica ai sensi della normativa DPR 462/01.

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L’importanza della messa a terra: l’interruzione automatica della corrente elettrica

Lo scopo della messa a terra è fare in modo che le masse degli apparecchi elettrici siano al potenziale del terreno. In altre parole, che vi sia un percorso di richiusura intenzionale e permanente della corrente di guasto, verso la sorgente elettrica che alimenta il circuito.

In caso di guasti o imprevisti, la messa a terra assicura un intervento automatico delle protezioni poste a monte dei circuiti. In particolare, le protezioni che devono interrompere queste correnti in genere sono:

  • Interruttore con relè a massima corrente (si usano in ambito industriale, dove le correnti di guasto a massa assumono valori da centinaia a qualche decina di migliaia di Ampere)
  • Interruttore con relè a massima corrente, abbinato anche ad un relè “differenziale” che per sua natura è particolarmente sensibile a queste correnti. Si usa in ambito civile, terziario e sui circuiti lunghi e di sezione sottile, anche in ambito industriale. In alcuni frangenti, è addirittura obbligatorio
  • Fusibili utilizzati per proteggere i circuiti industriali che, se scelti correttamente, assicurano un buon livello di sicurezza e di affidabilità, dato che non possono mai guastarsi o incepparsi
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I sistemi TN e TT

Il sistema TT (Terra-Terra) è diffuso in Italia prevalentemente per utenze private in bassa tensione. Il neutro del trasformatore MT/BT, E-Distribuzione, Unareti, ACEA ecc. viene messo a terra in cabina e in più punti lungo la linea elettrica di consegna. L’impianto elettrico dell’utente privato è dotato di un suo impianto di terra indipendente, con un proprio dispersore. In questo modo, in caso di guasto di un apparecchio verso terra, si genera una corrente di ritorno attraverso la terra che fa scattare gli interruttori differenziali di protezione.

Nei sistemi TN (Terra-Neutro) il neutro dei trasformatori della cabina è connesso con l’impianto di messa a terra generale dello stabilimento. È possibile avere la connessione della protezione di terra degli apparecchi al neutro (sistema TNC) oppure con due linee distinte per neutro e terra (sistema TNS) interconnesse in cabina.

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