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NODO EQUIPOTENZIALE NEI LOCALI MEDICI

By 19 Luglio 2019 2 Comments
NODO EQUIPOENZIALE

Nei locali medici di gruppo 1 e 2, deve essere installato un nodo equipotenziale a cui siano collegate tutte le parti situate nella zona paziente o che possono entrare nella zona paziente.

Più precisamente:

  • Masse
  • Masse estranee
  • Schermature metalliche contro le interferenze elettromagnetiche
  • Eventuale schermo metallico del trasformatore di isolamento
  • Eventuali griglie conduttrici del pavimento

Tale nodo deve essere installato nel locale medico o nelle vicinanze di esso; e unito all’impianto di terra con una sezione almeno equivalente o maggiore a quella del conduttore più grande ivi presente.

Nei locali medici di gruppo 2 dove non c’è pericolo di microshock e nei locali di gruppo 1, una parte metallica è considerata massa estranea se presenta una resistenza verso terra inferiore a 200 Ω. Invece nei locali di gruppo 2 dove c’è pericolo di microshock una parte metallica è considerata massa estranea se presenta una resistenza verso terra inferiore a 0,5 MΩ.

COSA E COME MI COLLEGO AL NODO COLLETTORE?

Una parte metallica che entra nel locale medico (ad esempio una tubazione metallica) deve essere SEMPRE collegata al nodo equipotenziale, indipendentemente dal valore di resistenza che ha verso terra.

Le masse sono collegate al nodo equipotenziale tramite i conduttori di protezione (PE), la loro sezione è stabilita secondo le regole generali.

Mentre le masse estranee sono collegate al nodo equipotenziale per mezzo di conduttori equipotenziali in rame di sezione pari o maggiore a 6 mm2.
Tutti i conduttori che si attestano al nodo collettore devono essere singolarmente scollegabili e identificati tramite un’apposita etichetta o fascetta.

SCOPRIAMO LA DIFFERENZA FRA NODO E SUB-NODO

Nei locali ad uso medico è ammesso un solo sub-nodo tra nodo equipotenziale e masse o masse estranee e può essere ubicato anche nella zona paziente.

La sezione del conduttore che collega il sub-nodo al nodo collettore principale deve essere almeno uguale a quella del conduttore di sezione più elevata connesso al sub-nodo, nella figura sottostante trovate un esempio di sub-nodo installato correttamente e un altro esempio di sub-nodo sbagliato.

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Join the discussion 2 Comments

  • Avatar Massimiliano ha detto:

    A causa di una richiesta esagerata di potenza da parte ASL, ho dovuto installare più trasformatori IT-M nello stesso locale. Per ogni coppia di letti è stato installato un singolo trafo da 10 kVA. Mi trovo perciò 6 trasformatori medicali e di conseguenza 6 nodi nello stesso ambiente.
    Cosa ne pensate?
    Massimiliano

  • Federico Federico ha detto:

    Egr. Sig. Massimiliano buonasera.
    Non si conosce il motivo di tale richiesta, tenuto conto che nei locali di gruppo 2 la Norma richiede per tutti gli apparecchi che possono entrare nella zona paziente, ad esclusione degli apparecchi per radiografie e di quelli con potenza superiore a 5 kVA, un sistema elettrico isolato da terra con le masse collegate a terra denominato sistema IT-M.
    Non vi è dubbio alcuno che per ciascun locale ad uso medico debba essere installato un solo nodo equipotenziale. Il nodo può essere installato all’interno o all’esterno del locale medico.
    Tra le masse, le masse estranee è permessa la realizzazione di un solo nodo intermedio (sub-nodo) e quest’ultimo deve essere realizzato con una barretta o con un morsetto a compressione del tipo “crimpit”.
    L’entra ed esci dalle prese a spina del conduttore di protezione è permesso per un massimo di n° 2 prese e il conduttore di protezione deve essere indirizzato al nodo equipotenziale.
    Infine si precisa che il collegamento al nodo può essere però limitato a tutte le masse e masse estranee che si trovano all’interno della zona paziente ad esclusione quindi di tutte le masse estranee e di tutte le masse degli apparecchi fissi poste fuori. Le masse poste fuori dalla zona paziente devono comunque essere collegate a terra, ma non necessariamente al nodo equipotenziale. I conduttori di protezione delle prese a spina devono invece essere collegate al nodo perché potrebbero alimentare apparecchi utilizzati nella zona paziente.
    Distinti saluti
    Federico

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