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STAZIONI ELETTRICHE IN FERROVIA (SSE)

By 27 Novembre 2019 No Comments
STAZIONI ELETTRICHE IN FERROVIA

Oggi vi parleremo in maniera generica delle SSE, le Stazioni di trasformazione e conversione dell’energia elettrica che sono impiegate in ambito ferroviario.

Le SSE hanno il compito di abbassare la tensione primaria (220,132, 66 kV) fornita dall’ente di distribuzione, di convertirla in c.c. a 3,6 kV e di immetterla nel circuito di trazione costituito sostanzialmente da: sbarra positiva – linea di contatto – pantografi – motori dei treni – circuito di ritorno – sbarra negativa.

Le principali apparecchiature presenti all’interno delle SSE sono:

– i sezionatori tripolari d’ingresso delle linee primarie detti “sezionatori di linea” corredati di lame di terra.

– gli interruttori tripolari di linea

– i sezionatori tripolari di sbarra

– i sezionatori tripolari di gruppo

– gli interruttori tripolari di gruppo

– i trasformatori di gruppo

– i trasformatori dei servizi ausiliari

– i sezionatori esapolari

– gli armadi raddrizzatori

– le sbarre omnibus

– i filtri delle armoniche gli interruttori extrarapidi

– i sezionatori di I° e II° fila.

Tutte le apparecchiature a monte del sezionatore esapolare sono generalmente poste all’aperto e costituiscono il “reparto Alta Tensione”, mentre quelle a valle costituiscono il “reparto a 3 kVcc” e sono generalmente poste all’interno di un fabbricato.

Oltre alle parti fondamentali sopra indicate, le SSE sono equipaggiate di apparecchiature necessarie al funzionamento dei servizi ausiliari e strumenti di misura, indi per cui è spesso presente un trasformatore abbassatore, con secondario a 400 V per l’alimentazione dei servizi della SSE.

Le SSE sono inoltre equipaggiate con uno o più gruppi di conversione, in genere i gruppi che attualmente le ferrovie adottano, forniscono una potenza compresa tra 3 e 6 MW.

L’impianto di terra è solitamente magliato con un conduttore di rame nudo della sezione di 120 mm2 estesa per tutto il perimetro della sottostazione interrata a circa 0,7 – 1 m di profondità, con aggiunta di picchetti di terra di svariata lunghezza e materiali, posti lungo il perimetro sia in pozzetti ispezionabili che non.

Ad esso vanno collegate tutte le masse, le masse estranee nonché il neutro dei trasformatori MT/BT.

Le tensioni di passo e di contatto, qualora il valore di resistenza di terra non fosse coordinato, devono essere contenute entro i limiti stabiliti dalle norme CEI, in base alla corrente di guasto ed al tempo di intervento delle protezioni comunicate dall’ente distributore di energia elettrica.

Le verifiche di messa a terra vanno effettuate ogni cinque anni sia per gli impianti di alta tensione (misura di resistenza di terra e tensioni di passo e di contatto), sia per quelli di bassa tensione (misure di impedenza, scatto dei differenziali e prove di continuità).

Nel prossimo articolo vi parleremo dei treni utilizzati in Italia negli impianti di alta velocità!!

Restate “online” 😉

Isacchi

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