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Valutazione del rischi, manutenzione periodica e verifica dell’impianto dalle scariche atmosferiche: le differenze

By 10 Luglio 2020 No Comments
verifica dell’impianto elettrico

Secondo quanto definito dal Testo Unico sulla Sicurezza del lavoro (cfr. articoli 80 e 84 del d.lgs. 81/08), è fatto obbligo al datore di lavoro di provvedere affinché gli impianti, gli edifici, le strutture e le attrezzature siano protetti dagli effetti dei fulmini e dalle scariche atmosferiche.

Il datore di lavoro redige un documento di valutazione del rischio fulmini e predispone, se del caso, un impianto di protezione contro le scariche atmosferiche.

Verifiche degli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche: disposizioni d.p.r. 462/01

Le disposizioni contenute nel d.p.r. 462/01 disciplina i procedimenti relativi alle installazioni e ai dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche nei luoghi di lavoro.

In particolare prevede l’invio all’Inail, da parte del datore di lavoro, della dichiarazione di conformità ai requisiti essenziali di sicurezza dell’impianto di protezione contro le scariche atmosferiche.

Il Decreto Lgs. 9 aprile 2008, n.81 e s.m.i. (Testo Unico sulla Sicurezza del lavoro) non ha apportato modiche alle disposizioni del d.p.r. 462/01 in materia di “verifiche periodiche”, e ha introdotto, con l’art. 86, un ulteriore regime di “controllo” degli impianti elettrici e degli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche a carico del datore di lavoro.

Il D.P.R. 22 ottobre 2001, n. 462 disciplina i procedimenti relativi alle installazioni ed ai dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, agli impianti elettrici di messa a terra e agli impianti elettrici in luoghi con pericolo di esplosione collocati nei luoghi di lavoro.

Il suddetto “Regolamento di semplificazione del procedimento per la denuncia di installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche, di dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi” prevede che la messa in esercizio degli impianti elettrici di messa a terra e dei dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche non può essere effettuata prima della verifica eseguita dall’installatore che rilascia la dichiarazione di conformità ai sensi della normativa vigente.

La dichiarazione di conformità equivale ad omologazione dell’impianto elettrico.

Entro 30 giorni dalla messa in esercizio dell’impianto il datore di lavoro invia la dichiarazione di conformità all’INAIL ed all’ASL o all’ARPA territorialmente competenti.

L’INAIL effettua a campione la prima verifica sulla conformità alla normativa vigente degli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche ed i dispositivi di messa a terra degli impianti elettrici e trasmette i risultati del monitoraggio all’ASL o all’ARPA.

Le verifiche a campione sono stabilite annualmente dall’INAIL d’intesa con le singole Regioni sulla base del tipo di impianto soggetto a verifica, della localizzazione dell’impianto in relazione alle caratteristiche urbanistiche ed ambientali del luogo in cui è situato l’impianto, delle dimensioni dell’impianto.

Il datore di lavoro sostiene le spese per la verifica degli impianti ed è tenuto ad effettuare regolari manutenzioni dell’impianto, nonché a far sottoporre lo stesso a verifica periodica ogni 5 anni, ad esclusione di quelli installati in locali adibiti ad uso medico, in cantieri e negli ambienti a maggior rischio in caso di incendio per i quali la periodicità è a cadenza biennale.

Per effettuare la verifica il datore di lavoro si rivolge all’ASL o all’ARPA o ad eventuali organismi individuati dal Ministero delle attività produttive, sulla base di criteri stabiliti dalla normativa comunitaria UNI CEI.

Le verifiche straordinarie sono effettuate nei casi di:

  • modifica sostanziale dell’impianto;
  • richiesta del datore del lavoro;
  • esito negativo della verifica periodica.

Il Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n.81 prevede all’articolo 80 obblighi a capo del datore di lavoro che prende le misure necessarie affinché i lavoratori siano salvaguardati da tutti i rischi di natura elettrica connessi all’impiego dei materiali, delle apparecchiature e degli impianti elettrici messi a loro disposizione e, in particolare, da quelli derivanti da:

[…]
  1. e) fulminazione diretta ed indiretta.

Il datore di lavoro esegue una valutazione dei rischi tenendo in considerazione:

  • i rischi presenti nell’ambiente di lavoro,
  • le condizioni e le caratteristiche specifiche del lavoro, comprese eventuali interferenze,
  • tutte le condizioni di esercizio prevedibili.

A seguito della valutazione del rischio elettrico il datore di lavoro adotta le misure tecniche ed organizzative necessarie ad eliminare o ridurre al minimo i rischi, a predisporre le procedure di uso e manutenzione atte a garantire nel tempo la permanenza del livello di sicurezza raggiunto e ad individuare i dispositivi di protezione collettivi ed individuali necessari alla conduzione in sicurezza del lavoro.

Secondo le norme tecniche il datore di lavoro provvede affinché gli impianti siano protetti dagli effetti dei fulmini.

Il datore di lavoro provvede affinché gli impianti elettrici e gli impianti di protezione dai fulmini siano periodicamente sottoposti a controllo per verificarne lo stato di conservazione e di efficienza ai fini della sicurezza.

Verifiche periodiche degli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche

L’omologazione dell’impianto di protezione contro le scariche atmosferiche è effettuata con la dichiarazione di conformità dell’installatore.

Il mantenimento nel tempo del buono stato di funzionalità dell’impianto è ottenuto tramite regolare manutenzione effettuata a cura del datore di lavoro.

Allo scopo di verificare la bontà delle azioni intraprese dal datore di lavoro, il legislatore ha previsto l’obbligatorietà di far sottoporre gli impianti a verifiche periodiche, sempre a cura del datore di lavoro.

Verifiche e controlli ai sensi dell’art. 86 del D.lgs.

Il d.lgs. ha introdotto, con l’articolo 86, un ulteriore regime di “controllo” degli impianti elettrici e degli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche a carico del datore di lavoro.

Il termine “controllo” è utilizzato al fine di evitare confusione con le verifiche ai sensi del D.P.R. 462/01.

Le verifiche ai sensi dell’art. 86 del d.lgs. 81/2008 devono essere effettuate da persone qualificate e competenti nei lavori di verifica, rispettivamente degli impianti elettrici e degli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche.

Il datore di lavoro può incaricare di tali verifiche sia personale interno che quello esterno.

L’esito dei controlli è verbalizzato e tenuto a disposizione dell’autorità di vigilanza.

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