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Valutazione del rischio, progetto, manutenzione periodica e verifica dell’impianto di protezione dalle scariche atmosferiche: le differenze

By 4 Giugno 2020 No Comments
verifica dell’impianto elettrico

L’impianto di protezione dalle scariche atmosferiche necessita di particolare attenzione e controllo. In questo focus, tratteremo quattro punti fondamentali: valutazione del rischio, progetto, manutenzione periodica e verifica. Ognuno di questi punti implica particolari obblighi da parte del proprietario dell’impianto.

Affidarsi alla competenza di professionisti esperti in materia è l’unica via per non incorrere in anomalie e sanzioni amministrative e penali.

La normativa di riferimento per l’installazione di impianti di protezione dalle scariche atmosferiche è la CEI EN 62305-1/4 che in Italia, dal 1 febbraio 2007, ha sostituito la vecchia CEI 81-10/1-4. Dal 1° marzo 2013 è in vigore la seconda edizione.

Tale norma è costituita da quattro parti:

1) Principi generali;
2) Valutazione del rischio;
3) Danno materiale alle strutture e pericolo per le persone;
4) Impianti elettrici ed elettronici nelle strutture.

Il sistema di protezione dai fulmini LPS (lightning protection system) è costituito da due impianti, uno esterno (isolato o non isolato) e uno interno.

L’impianto esterno ha tre funzioni:

– intercettare i fulmini diretti sulla struttura grazie ad un sistema di captatori;
– veicolare a terra la corrente del fulmine evitando danni tramite un sistema di calate;
– disperdere a terra la corrente del fulmine attraverso un sistema di dispersori.

La finalità dell’impianto interno è quella di prevenire le scariche pericolose.

Tale impianto sfrutta distanze di sicurezza tra gli elementi dell’LPS esterno ed altri componenti in metallo interni alla struttura da proteggere.
Può utilizzare anche connessioni equipotenziali.

Valutazione del rischio dell’impianto di protezione dalle scariche atmosferiche

In conformità alla normativa CEI EN 62305-2, il datore di lavoro è obbligato per legge (dlgs 81/08, Sicurezza sul Lavoro) ad eseguire la valutazione del rischio di fulminazione da scariche atmosferiche.
Se il valore del rischio valutato risulta essere superiore al valore tollerato dalla norma, sarà tenuto ad installare misure di protezione adeguate per ridurre il valore del rischio al di sotto di quello tollerato.

La valutazione è obbligatoria indipendentemente dalla presenza o meno di sistemi di protezione esistenti. In questo caso, dovrà verificare la conformità dell’impianto esistente alla norma CEI EN 62305/3-4.

La valutazione del rischio, effettuata da professionisti abilitati, ha lo scopo di individuare le misure di protezione minime per non superare il valore di rischio tollerato.

Se il valore di rischio risultante dalla valutazione risulta inferiore a quello tollerato, è comunque possibile abbassarlo ulteriormente con sistemi di protezione aggiuntivi.

Impianto di protezione dalle scariche elettriche: progetto

La progettazione dell’impianto di protezione contro i fulmini va eseguita secondo le norme:

– CEI EN 62305/3 in riferimento al danno materiale e pericolo per le persone;
– CEI EN 62305/4 per sistemi elettrici ed elettronici.
Effettuato da professionisti abilitati, il progetto è finalizzato a dimensionare le misure di protezione.

Manutenzione periodica dell’impianto di protezione dalle scariche elettriche

La manutenzione periodica dell’impianto di protezione contro i fulmini deve essere eseguita da imprese installatrici.

Gli Organismi abilitati dal DPR 462/01 non possono eseguire la manutenzione.

E’ uno degli obblighi contemplati dal Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro (D.lgs. 81/2008 e successive modifiche D.lgs 106/2009).
In caso di mancato adempimento, la legge prevede sanzioni penali da due a quattro mesi di arresto e l’ammenda da 1.000 a 4.800 euro (art. 68 comma 1 lettera b).

In base al DPR 462/01, il datore di lavoro deve richiedere la verifica periodica dell’impianto di messa terra e dei dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche.

Va eseguita regolarmente secondo la norma CEI EN 62305/3-E.7.3 per evitare eventuali deterioramenti garantendo l’efficienza costante dell’impianto.
L’impianto deve costantemente soddisfare i requisiti per cui è stato inizialmente progettato.
L’installatore dovrà rilasciare la dichiarazione di conformità dell’impianto (D.M. 37/08 – ex legge 46/90). Per impianti installati fino al 28 marzo 2008, l’installatore può rilasciare la dichiarazione di rispondenza (Decreto 37/08), un documento sostitutivo alla dichiarazione di conformità.

Diversi tipi di verifiche previste per l’impianto LP

L’impianto di protezione delle scariche atmosferiche è soggetto a diversi tipi di verifiche.
L’installatore effettua una verifica prima di rilasciare la dichiarazione di conformità allo stato dell’arte (DM 37/08). In seguito, il proprietario dell’impianto può scegliere di far eseguire ad un professionista di fiducia una verifica di collaudo per controllare la conformità al progetto.

L’INAIL effettuerà una verifica iniziale a campione (art.3 del d.p.r. 462/01).
In applicazione del d.p.r. 462/01, il datore di lavoro dovrà richiedere verifiche periodiche (in genere, ogni 5 anni) ed eventuali verifiche straordinarie. Tali verifiche vengono eseguite da ispettori pubblici o privati (abilitati DPR 462/01).
La periodicità dei 5 anni previsti dall’INAIL per la verifica potrebbero non essere sufficienti in quanto uso ed usura potrebbero far venire meno i requisiti di sicurezza.
Ecco perché l’art. 86 del D.Lgs. 81/2008 ricorda quanto sia opportuno “seguire le indicazioni delle norme per attuare ulteriori ‘controlli’ dello stato dell’impianto, in modo da rilevare tempestivamente possibili guasti”.

Si raccomanda di eseguire ulteriori controlli, ad esempio, dopo modifiche o riparazioni dell’impianto oppure in base alle caratteristiche del sistema di protezione (materiali, componenti), condizioni ambientali, eventualità che la struttura (le linee entranti) venga colpita da un fulmine.

In certi casi, sarebbe opportuno effettuare verifiche ogni 2 anni per LPS con livello di protezione I e II.

Impianto di protezione dalle scariche atmosferiche: la verifica

L’efficacia della protezione dai fulmini dipende, oltre che dalla qualità dei suoi componenti e dell’installazione, anche dalla manutenzione e dalle verifiche effettuate periodicamente. Questo perché il sistema di protezione tende a perdere la sua efficacia col passare del tempo a causa dell’invecchiamento e dell’usura (anche quella dovuta al fulmine) cui sono soggetti alcuni suoi componenti.

Il progettista dell’LP deve stabilire, in accordo col proprietario dell’impianto e con l’installatore, un programma di manutenzione ed un programma di verifiche periodiche.

Due programmi coordinati tra loro.

Le verifiche dell’impianto di protezione dalle scariche atmosferiche devono essere eseguite da ispettori pubblici (ASL, ARPA) o privati (Organismi abilitati dal Ministero delle Attività Produttive secondo il DPR 462/01). Non sono valide le verifiche effettuate da professionisti o imprese installatrici.

In fase di verifica, gli ispettori impegnati in un esame sul campo richiederanno al proprietario dell’impianto la valutazione del rischio, il progetto esecutivo dell’LPS esterno ed interno, i rapporti di manutenzione periodica.

Il soggetto che ha effettuato la verifica periodica rilascerà il relativo verbale al datore di lavoro, il quale dovrà conservarlo ed esibirlo a richiesta degli organi di vigilanza.

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