Blog

Verifiche di messa a terra: D.P.R. 462/01

By 20 Marzo 2019 No Comments
Verifica di impianti elettrici industriali

Che cos’è una verifica di messa a terra? Quale è la normativa di riferimento? Questi i quesiti a cui daremo una risposta in questo nostro articolo.

Verifiche di messa a terra: che cos’è

In ingegneria elettrotecnica, l’impianto di terra e i dispositivi di protezione associati sono una parte fondamentale del sistema elettrico, per questo una corretta progettazione ed installazione e implementazione di verifiche periodiche consente di proteggere in modo adeguato ogni persona dal pericolo della folgorazione elettrica.

È di vitale importanza mantenere efficienti i componenti di un impianto elettrico e di terra tramite procedure di manutenzione programmata e verifiche periodiche effettuate ai sensi del D.P.R. 462/01, quest’ultimi eseguiti da specifici Organismi d’Ispezione abilitati volti a verificare che gli impianti di protezione siano efficienti e quindi sicuri.

La verifica ai sensi del D.P.R. 462/01 consiste nell’effettuare specifici controllo visivi e strumentali, tra cui nella fattispecie:

– prove di continuità dei conduttori di terra e di protezione;
– test dei dispositivi differenziali (usualmente chiamati “salvavita”);
– prove di impedenza dei circuiti B.T.;
– misura della resistenza totale di terra RE;
– rilievo delle tensioni di passo, contatto e d.d.p.;
– verifica degli impianti installati nei luoghi con pericolo di esplosione;
– verifica degli impianti posti a protezione dalle scariche atmosferiche.

Si precisa che non tutti i controlli elencati sopra sono necessari per la totalità degli impianti, ma a seconda della categoria di appartenenza dell’impianto elettrico (I°, II°, III°) vengono determinate quelle necessarie da effettuarsi.

Per questo, è obbligatorio eseguire la verifica messa a terra intesa come un controllo ai fini della sicurezza elettrica eseguito con cadenza periodica di due o cinque anni.

Ricordiamo che detta verifica non deve essere assolutamente confusa con la manutenzione periodica degli impianti, per cui si fa invece riferimento al Decreto lgs. 81/08.

Verifiche di messa a terra: Chi sono i soggetti obbligati?

Come anticipato, tutti i datori di lavoro e tutte le aziende che abbiano all’interno almeno un lavoratore assunto con contratto di lavoro sono obbligati a far verificare i propri impianti.

A questa categoria appartengono i soci lavoratori, gli apprendisti, gli stagisti, i lavoratori socialmente utili etc. ma non i collaboratori domestici.

Inoltre, tra i soggetti che hanno l’obbligo (secondo un parere espresso dal Ministero dello Sviluppo Economico) di far effettuare le verifiche degli impianti di terra rientrano anche i parroci delle chiese, gli amministratori dei condomini, il Sindaco per le strutture e gli uffici comunali, i Dirigenti scolastici per gli edifici scolastici, etc.

Verifiche di messa a terra: cadenza dei controlli periodici

Secondo il D.P.R. 462/01, la periodicità per eseguire le verifiche degli impianti di messa a terra negli ambienti a maggior rischio in caso di incendio è di due anni.

Inoltre, la cadenza biennale delle verifiche degli impianti vale anche per i cantieri, i locali medici, gli impianti elettrici installati in luoghi con pericolo d’esplosione e per gli impianti predisposti alla protezione dalle scariche di origine atmosferica.

In ogni altro caso, le attività di verifica hanno cadenza di cinque anni.

Chi può eseguire le verifiche di messa a terra?

Secondo il dettato normativo (D.P.R. 462/01), le verifiche degli impianti di messa a terra possono essere eseguite esclusivamente dall’ATS (Azienda Territoriale Sanitaria) o da Organismi Ispettivi di tipo “A” privati che abbiano ottenuto l’Abilitazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico.

Dunque, l’elettricista di fiducia e gli studi professionali ai quali affidare gli incarichi di manutenzione NON possono eseguire tali controlli periodici; potranno e dovranno invece, eseguite i controlli “manutentivi”.

Pertanto, nella scelta dell’Organismo di Ispezione onde evitare la “culpa in eligendo”, i Datori di Lavoro devono valutare oculatamente l’Organismo Ispettivo tenendo in debita considerazione, la strumentazione utilizzata nella verifica, la natura, qualità e completezza degli elaborati finali, la durata prevista dell’attività di controllo e l’esperienza del Verificatore.

In particolare, più si approfondisce qualitativamente e quantitativamente il controllo, più gli impianti saranno realmente sicuri e meno rischio residuo, rimarrà a carico del datore di lavoro

Inadempienza delle verifiche obbligatorie di legge sugli impianti di messa a terra.

Come sancito dalla normativa vigente (Decreto Lgs. 106/09), ai datori di lavoro trasgressori che non adempiono alle verifiche obbligatorie sugli impianti di terra sono irrogate sanzioni che vanno dalle 1.000 alle 10.000 euro.

Inoltre, dal punto di vista penale, si rischia una pena detentiva che va dai 2 ai 6 mesi di reclusione.

 

Se non sai a chi rivolgerti per mettere in sicurezza la tua azienda, contatta il nostro team e richiedi, senza impegno, una consulenza personalizzata proprio ora.

 

Isacchi

Author Isacchi

Il nostro successo appoggia su un forte know-how, sull’altissima qualità delle prestazioni, su un’estrema flessibilità operativa nonché sulla qualità e completezza degli elaborati che redige, presi a riferimento dalla concorrenza.

More posts by Isacchi

Leave a Reply